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CAMPIONI OLIMPICI SENZA TEMPO / IL SORRISO DI ONDINA VALLA

VERSO LE OLIMPIADI DI TOKIO 2020 / CAMPIONI SENZA  TEMPO

Ondina Valla,  prima donna italiana a vincere un oro olimpico.

“Il sole in un sorriso” che ancora ci illumina

Mi piace iniziare questa rassegna di ritratti di campioni olimpici con  Trebisonda “Ondina” Valla, un personaggio che mi ha sempre incuriosito perché è stata la prima donna italiana a vincere un oro olimpico e poi perché porta quel nome strano di “Ondina” che non è altro che un vezzeggiativo diminutivo di Trebis-onda, il suo vero nome, frutto dell’amore che suo padre portava per la città turca di “Trabzon”, appunto Trebisonda.

 

Il titolo olimpico  Ondina Valla lo vinse “sul filo di lana”  nella gara degli 80 metri ostacoli alle Olimpiadi di Berlino del 1936, quelle del Terzo Reich, quelle dove  lo statunitense di colore Jesse Owens vinse 4 medaglie d’oro davanti agli occhi increduli di  Hitler assai infastidito  dal fatto che  un nero  avesse  soffiato alla razza ariana i primati nella velocità e nel salto in lungo.

Ho fatto una ricerca su “Google “ e ho trovato un filmato di repertorio che allego dove si vede la bella vittoria di Ondina che, partita non velocissima  in quarta corsia, ha  saputo recuperare alla grande negli ultimi 15 metri gettandosi con il  petto sul filo di lana e bruciando le dirette antagoniste. Ondina fermò il cronometro sul tempo di 11’:07’’ mentre nelle semifinali realizzo’ il primato di 11’:06’’: una gara in rimonta simile, mutatis mutandis , a quella di Pietro  Mennea nella finale dei 200 metri piani  nelle Olimpiadi di Mosca del 1980 quando riuscì, con un ultimo strappo , a sorpassare Wells e a vincere l’oro.

Quel successo strepitoso di Ondina, quel primo oro olimpico di una donna italiana, venne sfruttato dalla propaganda del  Regime Fascista  per mettere in luce l’importanza dell’educazione fisica come valore della Gioventù o meglio della Giovinezza….. anche se le donne che praticavano  lo sport , a quell’epoca, costituivano una rara eccezione. Mussolini ed il Regime vedevano la donna ( oltre che dannunzianamente come  simbolo di piacere )  principalmente funzionale alla famiglia e quindi votata  a procrear figli per la patria.

Definita dalla stampa fascista “ il sole in un sorriso” , Ondina Valla seppe mettersi in evidenza molto presto nella Virtus Atletica Bologna, la squadra della sua città dove nacque il 20 Maggio del 1936. Già brillante nei campionati studenteschi bolognesi insieme all’amica e rivale  di sempre Claudia Testoni, venne ,già a 14 anni, chiamata a vestire la maglia azzurra . Purtroppo però  le venne proibito di partecipare alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932 per l’opposizione del Vaticano che trovava indecente che un’unica donna sedicenne facesse parte della spedizione maschile.

Fisicamente dotata , la Valla era un atleta molto versatile :  primeggiò in Italia nei 100 metri con il record 12’’5  e vincendo 2 titoli in questa specialità, collezionò  poi

 

6 titoli italiani negli 80 metri ostacoli, 5 titoli italiani nel salto in alto, 1 titolo nel pentathlon e 1titolo  tricolore nei 60 metri piani.

Nel 1978  le venne rubata la medaglia d’oro di Berlino del 1936 una cui riproduzione le venne donata nel 1984  dall’allora presidente Fidal Primo Nebiolo.

Si spense a L’Aquila il 16 Ottobre del 2006.  Di  lei ci rimane “il sole in un sorriso”, un sorriso che ancora illumina il cammino della  nostra atletica.

 

Fonti: Wikipedia, Google, Youtube,  “Storia delle Olimpiadi” ( Edizioni Sestante)

 

Manuel Cecchinelli

 

Commenti   

 
0 #1 Leonore 2020-01-07 03:29
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