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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

Sgnurfolando nella nebbia

Uff….finalmente. So di avere “bucato” l’appuntamento con la più fxxa rubrica sulla corsa trail che sia disponibile sul nostro sito Arcigno (…è anche l’unica…ma queste sono precisazioni non necessarie) a causa di un periodo lavorativo davvero “spinto”..… ed anche il tempo dedicato all’allenamento ne risente. In effetti se penso all’appuntamento che mi aspetta mi sale un senso di apprensione. Ma in fondo mica è difficile: basterà correre...poi basterà correre....e poi fare un video testamento. Per migliorare l'allenamento, necessario a diventare Abati, venerdì scorso con il mitico Fabrizio “Sgnurf” Molari abbiamo programmato una uscita di circa 3-4 ore sui sentieri del trail, partenza ore 19. Bellissimo a parole. A fatti un po’ diverso. Infatti sul Santa Croce ci siamo imbattuti in una fitta nebbia (saranno state nuvole basse) e tra pioggia e visibilità pari a zero…ci siamo felicemente persi (una domanda ronza insistente nella testa: ma andare a farsi un bel Negroni in centro no, eh??) Dopo un paio di tentativi infruttuosi siamo riusciti a trovare il primo di alcuni segnali CAI che, come le briciole di Pollicino, ci hanno riportato verso la città.Non sono esperienze brutte, in fondo. Ovvio meglio essere in compagnia piuttosto che soli.

Meglio sarebbe essere in compagnia più romantica che con 90 kg di Sgnurfolone…ma questo è quello che passa il convento. Risultato ben 8,5 km (dal gps del cinghialone) in un’ora e 40 minuti…tempo più che sufficiente a correre una mezza maratona....però domattina sveglia impostata alle 4.30 e “remake” della scorsa uscita. E per voi intrepidi pistaciclabilisti? Vediamo cosa trovo per andare a farvi perdere sulle colline vicino alla nostra città. Dai dai facciamo la “Checca Scaoa” (definizione della Canottieri intraducibile per voi comuni mortali).

La “checca Scaoa” è un sentiero/scalinata che unisce via della Guercia alla Pieve di Marinasco. Considerando il dislivello si capisce quasi subito che tipo di fatica andremo ad affrontare. La parte iniziale ricalca perfettamente il percorso che ci ha portato al “Salto del Gatto”. Solo che invece di girare a destra all’altezza di via Bertagnini dobbiamo andare diritti, passando a fianco di un gruppo di palazzi, in via Brozzo, parallela a via Genova. Terminato questo tratto ci troviamo in via della Guercia e dobbiamo percorrerla tenendoci sulla sinistra. Passiamo su un ponte, correndo in mezzo a case con aie e giardini. In fondo, quando ormai la strada sembra finire, notiamo, sempre sulla nostra sinistra, un tratto di strada ripida, costeggiata dai primi scalini. Cominciamo a salire: in breve arriviamo all’inizio della scalinata ricavata non più nel cemento ma nel fianco della collina. Da qui comincia la Checca Scaoa. La scalinata è impegnativa ma permette di correre tenendo un buon ritmo, anche se il fiato si fa sempre più corto e le gambe accusano la continua salita, intervallata solo in alcuni punto da tratti di piano, su terreno battuto. La salita richiede circa una decina di minuti; è coperta da una fitta vegetazione che, anche nelle giornate più calde, permette un riparo dai raggi del sole. Con un ultimo pezzo dritto e ripido si giunge finalmente su via Montalbano. E qui potremmo considerare finita la nostra fatica. Ma essendo ormai dei trailer non possiamo esimerci dal godere una delle più belle viste sul nostro Golfo. Quindi, rifiatiamo un attimo, attraversiamo la strada ed imbocchiamo il secondo ed ultimo tratto di scalinata, di fronte a noi, che ci porterà, dopo pochi minuti, sulla spianata della Pieve di Marinasco. Lì abbiamo la possibilità di rinfrescarci alla fontanella e di ammirare la città, dalla quale siamo partiti solo poche decine di minuti prima. Il percorso continua: attraversando il piazzale e, costeggiando la Pieve (una delle più antiche della città, merita una visita…di corsa), si imbocca un sentierino sterrato che, con qualche scalino sdrucciolevole, ci porta in via Valdurasca. Giriamo a destra, per ricollegarci a via Montalbano, proseguendo verso Strà. All’altezza dell’edicola, che troviamo sulla destra, lasciamo la strada principale imboccando via Costa di Santa Lucia e continuiamo a correre, passando il centro di Santa Lucia (a sinistra, sotto un volto, ci aspetta una seconda fontana), fino ad incontrare sulla destra, l’ultima parte della salita del “Salto del Gatto”. A questo punto non resta che proseguire diritti, sul sentiero che le nostre scarpe già conoscono. Arriviamo a Sarbia e da lì via per la lunga discesa che ci riporta alla Cattedrale ed all’agognato arrivo.

Note: la “Checca Scaoa” è una scalinata impegnativa che non tutti riescono ad affrontare di corsa dall’inizio alla fine. Il continuo cambio di ritmo dovuto alla diversa ampiezza degli scalini ed ai tratti di piano mettono a dura prova sia la resistenza muscolare che la capacità aerobica. E’ però un “giro” meraviglioso, soprattutto se si arriva alla Pieve di Marinasco all’imbrunire: lo spettacolo è da mozzafiato. Meglio correrla nei mesi più soleggiati, alcuni tratti, soprattutto quello che porta dalla Pieve a via Valdurasca, possono essere molto scivolosi. In inverno, oltre a porre attenzione al terreno sdrucciolevole, è obbligatoria la torcia frontale a causa della quasi nulla illuminazione.

 

Commenti   

 
0 #1 CaterinaPagano 2013-02-11 20:43
tipo che se mi fossi persa io nel bosco sarei ancora li' a vagare..cibando mi di rape e animaletti del bosco.. :))) grandi cinghialotti!!!
Citazione
 
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