Abbots Way

Categoria: Correre Tra Cielo E Mare
Pubblicato Lunedì, 06 Maggio 2013 20:04
Scritto da Jacopo Borniotto
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Abati!

Venerdì ho scritto una pagina pre-Abbots…per errore ho cliccato “stampa” invece che “invio”. Cosi stamani, in ufficio, ho stampato quanto avevo scritto, invece che vederlo sul sito. Magari un caso, magari no. Non lo pubblico…va direttamente nei miei “Ricordi”.

La cosa importante è essere arrivati in fondo. L’importante, almeno per me , è stato riuscire a fare qualcosa che, ogni persona di buon senso, reputa “impossibile”. Non riesco ancora a spiegare, a 24 ore di distanza, cosa io abbia provato ad attraversare il Ponte Gobbo. Forse piano piano le impressioni ed i sentimenti affioreranno.

 

Ma ora…freghiamocene! Godiamo di quanto abbiamo fatto, ridiamoci su. Tutti insieme. Per chi non è riuscito a finire ma ci ha provato, per chi ne ha fatto un pezzo, per chi l’ha fatta tutta, per chi non l’ha fatta ma ci aiutato a tutti!

Flash che riportano davanti agli occhi quanto fatto.

Molari che sembra un Uniero da tanta roba tecnologica che si porta dietro. Dimentica solo i tappi per le orecchie.

Bruno che per paura di non trovare da mangiare si carica come uno sherpa nepalese con tanto di triplo cambio di vestiario, bibite miracolose, razioni k. Dimentica solo l’asciugamano per fare la doccia.

Riccardo che sniffa la farinata della Pia e va su come un trattore, tira il quartetto, poi terzetto, per gran parte del tempo. Cerchiamo con Bruno di farlo rallentare, ma lui nulla….un caterpillar dei monti. Grazie al cielo 2 sue soste “tecniche” ci permettono di prendere fiato ed infilargli 14 kg di sassi nello zaino.

Il Contadino che ci  trova a passare sul suo campo (avevamo sbagliato strada) e si prende cura di noi, offrendoci del vino e della torta di patate. . Dopo averti sfamato e dissetato ci spiega bene il percorso, ci da delle provviste per la notte e ci saluta gentilmente mentre riscendiamo verso il sentiero.  Grazie al cielo non aveva il fucile a portata di mano.

Sfregamenti vari: hai voglia a metterne di vaselina….se “fa male fa male”…per chi mi ha imprestato il tubetto Compeed…”Grazie…ma è meglio che non te lo restituisca!”…e a buon intenditor…

Crisi. Quale crisi? Mai avuta una. In realtà le nostre crisi si sono fermate a Bardi, erano troppo stanche per continuare. Una di loro ci ha fatto l’imbocca al lupo e ci mandava messaggini perché preoccupata. La crisi è una sorta di dessert rispetto al..

Dolore: amico fedele di tanti km. Dolore vagabondo, dolore errante. Nel senso che gira diversi punti del tuo corpo. Un po’ una caviglia, un po’ lo stomaco. Perfino gli occhi, per le lenti a contatto. Poi gironzola per parti anatomiche che non credevi di avere. Ma alla fine, anche lui, deve arrendersi per la troppa…

Stanchezza. La stanchezza è roba da pivelli. Quella che ti piomba addosso è un pout-pourri di stanchezze varie, un concentrato di notte insonne, km, dislivello, salite e sfinimenti vari. Ma alla fine anche lei si deve arrendere.

Le scarpe di quello davanti. L’unica cosa che vedi mentre sali di notte. Quelle di Riccardo o Bruno le posso disegnare ad occhi chiusi. Ovvio che se guardi un paio di scarpe per 6 ore da questa esperienza non ne esci mica bene.

125…alienato dal guardare le scarpe di quello davanti ho cominciato a contare i giorni dell’anno. E, se non mi sono sbagliato, abbiamo corso 125 km il 125esimo giorno dell’anno. E anche se non fosse così…amen

Ristori: roba da bulimici. Impressionante quanto abbiamo trangugiato. Peccato per le lasagne che mi sono rimaste pesanti. Dovevo imitare Riccardo che opta per roastbeef e fagioli mentre AbaBruno si butta sull’ arrosto. Poi macedonia, ma senza gelato (che mi rimangono sullo stomaco) mentre Bruno va avanti a Tartufo Nero (quello bianco era finito). Ottima pure la selezione di vini, serviti con eleganza.

Ululati. Lupo ulilì, castello ululà. O eravamo già sderenati dalla fatica ma giuriamo di aver sentito un ululato nella notte, sul monte Lama….

La maglia…anzi: la Maglia. “Arrivo sui gomiti” ma la maglia sarà mia! Avrei pagato per vedere se fossero finite!

Bastoni Decathlon. Non solo alluminio o carbonio ma anche nel nuovo ritrovato della scienza. Faggio. Castagno. Betulla e acacia. Ad essere passati per un paesino abitato potevamo picchiare un invalido e rubargli le stampelle.

Cucù..ma cosa caxxo se ne fanno i valligiani di così tanti cu-cu? Impestano i boschi…un continuo cucu cucu cucu….e che palle!

Segnale orario. Su questo particolare segnale orario lascio correre, il mio sincronizzato con l’orologio atomico del Nord mentre qualcuno lo aveva sincronizzato con quello del Sud

Lacrime. Sognate, cercate, trattenute, esplose. Lacrime di gioia vs. rabbia. Lacrime belle, lacrime autentiche, le lacrime che portano via la fatica della notte ed i dolori accumulati.

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