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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

Ricominciamo

Ricominciare a correre. Facile a dirsi. Cavolo. Qui tutti cominciano a correre. Televisione, radio Deejay, facebook, libri e settimanali parlano della corsa come il toccasana per tutto. Cominci a correre, dimagrisci, respiri meglio e ti senti un altro. Sei in pace con il mondo e sei in equilibrio con te stesso. Immagini di fanciulle scosciatissime che corrono sorridenti portando in giro un seno che fa impallidire gli atei di fronte al Disegno Divino. Uomini che non perdono una goccia di sudore mentre mostrano bicipiti scolpiti ed una tartaruga sulla quale si può giocare a scacchi o grattugiare il parmigiano.  Il karma cosmico entra dal naso ed esce dalla bocca. Inspiro ed espiro. Come Daniel San e il maestro Miyagi. “Beh” penso mentre mi riallaccio dopo tanti mesi le scarpe “di sicuro non sarà facile ma cosa vuoi che sia?” “Lo fanno tutti lo faccio nuovamente anche io”. La tensione lentamente scende mentre apro il cancello della Canottieri assieme ad alcuni vecchi amici di allenamento. “Si parte piano e andiamo via facili, giusto a far girare le gambe” Giro dei colli che avremo fatto centinaia di volte, con ogni clima. Si parte felici, disquisendo sulle analogie della Critica Kantiana e delle teorie del SuperUomo di Nietzsche. E invece mi accorgo già nei primi 500 metri che le persone che sorridono sulle copertine di Correre, Running e Spirito Trail, evidentemente, sono dei figuranti pagati. Sarà che dimagrirò, levandomi l’adipe che si insinua sulla tartaruga, in questo momento letargica e immersa in profondità, ma non sono proprio felice. La pace con il mondo perde terreno rispetto ad un odio atavico contro qualsiasi cosa che si frapponga tra me ed il mio incedere. Paura ad ogni dosso e scalino perché sono certo che un’altra storta, in questo periodo, mi porterebbe diretto sotto ai ferri. Poi ecco in lontananza una figura femminile. La guardiamo sbigottiti e attendiamo il classico Angelo da copertina che ci tiri su il…..morale. Invece nulla. La modella da prima pagina è stata sostituita dalla versione lowcost. E’ rossa rossa, sbuffa e sembra più vicina al trapasso che alle nostre fantasie erotiche. Dall’altra parte ci siamo noi. L’antipode dei modelli, con abbigliamento che ricalca il pret a porter dei bidoni della Caritas. L’afrore che sale dalla mia canottiera ricorda cessi indiani e l autospurgo Luigini. Pertanto, anche se la runner fosse stata buona la possibilità di farci almeno notare sono comunque ben al di sotto dello zero. Ma anche il corridore che incrociamo non sembra meglio. Sui quarantacinque anni. E gli anni devono essergli passati sopra come un diretto Roma Bologna. Sembra che gli abbia piovuto addosso anche se il cielo è sereno….e questo la dice lunga sullo stato delle sue ghiandole sudoripare. La falcata e la leggiadria della corsa lo fanno somigliare più ad un facocero che al modello di Mens’ health. Basta, fanculo agli stereotipi. Noi siamo qui e si deve correre, perdio! Inspiro ed espiro con regolarità all’inizio della salita. Inspiro ed espiro. Mi concentro sul ritmo e sento il karma affluire dal naso. Peccato che non esca dalla bocca ma scelga una via d’uscita più in basso, tramortendo l’amico che correva proprio dietro di me. Fanculo a Miyagi. Sembro barcollare come Uma Thurman sotto gli insegnamenti di MaoPei. Mi accorgo con fastidio che i muscoli messi su in palestra grazie alla tabella della Confusione Muscolare, oltre che pesare come due bradipi attaccati sul petto, mi stanno ciucciando un sacco d’ossigeno. La salita non è lunga ma più che respirare mi sembra di cominciare a rantolare, con un fischio prolungato che, probabilmente, è un primo, inconscio, segnale d’allarme. Ma la salita, prima o poi, finisce e la discesa riesce a far riprendere fiato, girare le gambe ed avere qualche conato. La fase della successiva salitella passa felice e gioiosa come uno scoiattolo dentro le mutande, portandoci all’ultima prova, l’ultima fatica. Le scalette di Fossitermi. Che, ricordo, di riuscire a fare due a due in scatto perentorio ed atletico. Qui sembro piuttosto una di quelle Madonne lignee che i fedeli portano a spasso per il paese, barcollando a destra e a manca. La Fortuna mi ha ormai abbandonato quando, arrancando come uno sventurato, riesco ad arrivare a vedere Padre Dionisio. Sia lodato l’Universo: è finita. Ora non basta che scendere fino alla Società. Insomma….me l’aspettavo cattiva e così è stato. Ma almeno ho ripreso a correre. E ho già in mente cosa fare l’anno prossimo per darmi il colpo finale!

Buone corse Arcigni!   

Commenti   

 
0 #1 Gladys 2017-05-24 08:17
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