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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

 A cura di Jacopo Borniotto

Corri anche al buio...

Ho lasciato un po’ di spazio per dare il giusto lustro agli Arcigni che hanno sfidato i 42195 metri della maratona di Firenze. Ora che i poveri stradaioli si riposano posso continuare il discorso nato un paio di settimane fa riguardo la corsa in notturna. E pensare che, il giorno dpo aver pubblicato l ultimo post mi è arrivata una email di Decathlon intitolata “Jacopo, corri anche di notte”. Bene. Il fatto è che dopo il cambio dell’ora alle 18 (ora scelta spesso da chi lavora per correre) già fa buio. Qui le cose si fanno semplici. Corro o non corro. E per correre, in realtà, la scelta sembra obbligata: corro dove vedo che metto i piedi. Per noi canottieri questo si traduceva in Giri dei Colli, salto del Gatto (se illuminato) Costa di Murlo e qualche giro sul molo. Ossia una tristezza più unica che rara. Per fortuna la tecnologia (adesso ci aiuta) e pertanto possiamo andare a correre anche dove è buio pesto. Ma cosa mi serve, davvero, per correre in sicurezza (sicurezza = 96% di possibilità di tornare a casa tutto d’un pezzo). Ossia illuminazione attiva e passiva. OHHH che termine mi sono coniato? Attiva: quella che mi serve per vedere dove io stia andando. Quindi una torcia a mano o una frontale. Cosa prendo? Risposta mia: “dove vai a correre e per quanto”? Se corri su strade + o – illuminate va bene una torcia che puoi trovare dai cinesi o dalla decathlon. Io sono fatto male…ma spendere tanti soldi senza necessità non lo trovo giusto. Quindi vanno benissimo le torce che trovi facilmente in giro. Se, invece, ti arrampichi per viottoli e boschi meglio spendere qualcosa di più e fare un salto da Montura…lì il nostro Davidone ti darà tutte le info che ti occorrono consigliandoti la torcia adatta alle tue escursioni. Io sono partito con quelle cinesi e di decathlon e poi sono approdato ad una Petzl Myo, che fischia 70 sacchi, ma che mi da sicurezza non solo negli allenamenti ma anche nelle gare più lunghe. Ah…se vai da solo in un bosco….metti nello zainetto una pila di riserva. Te lo dice uno che è sceso a “tastoni” dal Santa Croce alle 10 di sera. Illuminazione Passiva: ossia quello che ci serve per farci vedere dagli altri. E qui possiamo sbizzarrirci in policromie, fari, led, torce, alberelli di natale con Babbi Natali fosforescenti che fanno su e giù sulla nostra schiena. Ma cerchiamo di mantenere eleganza e sobrietà… Normalmente tutto quello che si compra per il running ha degli inserti riflettenti (dalle scarpe ai pantaloni ai giubbini) in modo da essere visibili alle macchine che ci vengono incontro. Buona norma sarebbe quella di usare colori fluorescenti come il giallo e l’arancione ed almeno una fascia catarifrangente al polso o al braccio per essere sicuri di non finire come qualche gatto sull’ Aurelia. Non serve essere agghindati come le vetrine di Harrod’s ma meglio essere ben sicuri di essere visti. Anche una torcia a mano potrebbe servire a farsi vedere. Se si corre in gruppo a bordo strada (vedi quando scendiamo dai colli) mettersi in fila indiana e non mettere come ultimo della fila uno vestito di nero con cappello nero, passamontagna nero e guanti neri. A meno che non ci stia molto antipatico. Ultima cose per le Arcigne, anche se lo avevo già scritto prendendo spunto dal blog di Vanessa Runs, NON postate sui vari social che state per andare a correre! Non bisogna vivere con la paura di fare brutti incontri ma io non scriverei mai su FB “Che bello vado via una settimana in vacanza anche se mi spiace lasciare gli ultimi 4 stipendi in camera da letto, dentro al comò”. Okappa? Dovrebbe essere tutto….ah dimenticavo…sul raccordo ci sono i fari dei camion….

 

A presto sui sentieri

 

 

Trail Fiat Lux

Corsa ed inverno. Binomio spesso da contorni bui e scuri, soprattutto per chi non ha la possibilità di allenarsi la mattina dopo l’alba o durante le ore di luce. Per chi, come me, riesce a ritagliarsi il tempo per andare a correre solo la sera, il buio (che, tra l’altro, amo) crea diversi problemi. Questa cosa non è nata ai giorni nostri, va avanti dall’inizio della storia dell’Umanità. Durante la Preistoria non c’era verso di andare  a correre per gli uomini delle caverne. Il rischio non era solo il buio, ma la mancanza del fuoco rendeva la corsa da una grotta all’altra un triathlon tra tigri dai denti a sciabola, mammuth e nemici vari. Piano piano le cose evolsero ma correre durante le ore post tramonto era sempre molto difficile. Le torce duravano troppo poco e spesso bruciacchiavano i peli dei primi trailers. I greci crearono dei mini colossi di Rodi in bronzo con braciere incorporato, ma la difficoltà di tirare pezzi di legno nel braciere durante la corsa ed il peso di quasi 56 kG non favorivano ne i velocisti ne i corridori di lunga lena. Nel medioevo le cose un pochino migliorarono. Si potevano lanciare frecce incendiate lungo il track ma, ahimè, molti perirono negli incendi che ne scaturivano. La rivoluzione tecnologica nata dalla caccia alle streghe non cambiò molto la faccenda. Infatti le pulzelle, una volta appicciate, non ne volevano sapere di correre verso il sentiero segnalato per rischiarare la luce ai coraggiosi corridori (che spesso correvano armati di elmo e corazza). Nel corso dei secoli la vita del runner post tramonto non migliorò di molto.

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Generale Inverno

Anche se stiamo andando ancora al mare verrà prima o poi il momento di rivedere la nuvoletta del fiato mentre felici si sboffa arrancando su qualche salita. Verrà il momento di mettere via gli “sgambati” che cosi tante abrasioni e graffi ci hanno regalato, portandoci tra sterpi rovi ed ortiche, per poter mettere altri tipi di pantaloni. Pantalone “Ciclista” che copre la coscia, pantalone “Pinocchietto” o “Corsaro”che è molto comodo perché tiene al caldo anche il ginocchio con i vari legamenti e poi Lui, il Re delle corse invernali al freddo ed al gelo…il modello Bolshoi….ossia il pantalone lungo attillato. La prima uscita con il pantalone da ballerino lascia sempre in difficoltà, soprattutto a livello psicologico. Forse viene battuta solo dallo sguardo verso il pavimento quando, in farmacia o al supermarket, si dice

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