logotype

A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

 A cura di Jacopo Borniotto

Singin 'n' da rain

Titolo un po' gangsta-rapper

...dopo post seriosi un po’ di sano cazzeggio per ricordarsi di non prendersi mai sul serio.

Autunno e brutto tempo. Autunno e pioggia. Flashback della pubblicità Acqua di Gioia con modella seminuda il cui corpo è accarezzato da goccioline di fresca acqua (per il popolo femminile: modello che utilizza gli addominali a mo’ di canali di Venezia per le stesse goccioline). Ritorno alla realtà: acqua che si infila ovunque e martella la corsa sempre più appesantita di noi poveri corridori autunnali. La pioggia è naturale, non possiamo farci nulla….tanto vale conoscerla meglio. In realtà al pioggia è solo uno dei 3 stati in cui possiamo trovare l’ accadueo detta anche H2O. In forma solida e lo chiamiamo ghiaccio, in forma liquida la si dice acqua ed in forma aeriforme è nota come vapore acqueo. Poi l’acqua fa una cosa bellissima…riesce a passare da uno stato all’altro del tipo nuvola-pioggia-ghiaccio e l’inverso ossia ghiaccio-acqua-vapore. Per farlo acquista o cede energia….insomma…qualcosa da scuola ancora mi ricordo. Incredibile poi sono i cambi di stato con “salto” ossia da ghiaccio a vapore acqueo (sublimazione) o da vapore acqua a ghiaccio(brinamento). Poi esiste un 4 stato che, per la prima volta fu notato da Einstein durante una gara podistica vicino a Berlino e fu teorizzato sono anni dopo da un fisico americano, Bancroft, durante una maratona di Boston particolarmente uggiosa. In alcune situazioni, dove si combina bassa temperatura, umidità e vento si può osservare il fenomeno fisico conosciuto come “incatastamento molecolare”: ossia le molecole di H2O depositate sopra il fisico del runner non sanno più che cosa fare e diventano contemporaneamente ghiacchio, acqua, vapore acqueo e un bollito misto piemontese. Per creare questa magia entropica l’acqua ha bisogno di tanta energia, energia che viene fornita dal corpo dello sfigato runner di turno. Durante l’incatastamento molecolare la quantità di energia utilizzata viene riassunta dalla formula di Higgs (durante una mezzamaratona tra un bosone e l’altro) che, sinteticamente, è: E=PM/1000 (dove PM è l’apporto di calorie di un piatto di minestrone casalingo). Anche ai digiuni di fisica sarà chiaro che questo comporta un dispendio enorme di energia che si traduce in enorme fatica e tanto freddo per il povero tapascione. Studiano i fenomeni statistici legati alla quantità di acqua riversata tra capo e collo di un runner medio si scoprono fatti che sfidano la teoria dei grandi numeri.

Leggi tutto: Singin 'n' da rain

Allibito!

Rimango sempre piacevolmente scosso quanto mi imbatto in prestazioni impossibili fatte da persone comuni. L’ UTAT Utral Trail Atlas Toubkal è una di queste. Dalla nostra Spezia (Sarzana in verità…) sono partiti Davide ed Annalisa carichi di materiale tecnico, ricambi, gioia speranze ed un po’ di sana paura. Prendi, parti e via: ti spari 105 km con un D+ di 6500 metri….beh già a vederlo così non sembra una passeggiata…poi vado a mettere il mio “nasino” sull’altimetria. Partenza a 2500 metri….punto più basso a 1500 ed il passaggio più alto a 3500. Chiudo gli occhi e mi ricordo di come mi sentivo “sfiatato” sui 2500 della Val d’ Aosta, al GTV. Beh, in fondo mica ce lo prescrive il dottore…e poi almeno un paio di giorni in quota li hanno fatti... Staremo a vedere. Cavolo! Davidone arriva in 24 ore e 52 assoluto. Gran bella gara. Quei risultati che ti fanno pensare “beh: conosco un gran bell’atleta!”. Ma non è la gran prova di Davide a lasciarmi allibito. Ne ho già parlato con il mio Guru Marco e difatti comincio a far scorrere la classifica verso il basso. Verso il fondo dove normalmente fa capolino anche il mio nome. Centotrentanovesima si piazza la nostra Annalisa…..il tempo mi lascia senza fiato:34 ore 52 minuti e 32 secondi. TRENTAQUATTRO ORE. Ore ed ore senza sonno, fatte di km, stanchezza e salite Ora non posso dire di conoscere bene Annalisa. La conosco per le gare fatte insieme. Forte non va “forte” nel senso classico del termine nel senso che la maratona non la chiude sotto le tre ore. Inoltre, a vederla, mi ricorda un po’ la mia Francesca. Ossia che vestita e calzata, forse, arriva a 40 kg. Insomma…..uno “scricciolo” che sta a zonzo per i monti del Marocco per 36 ore. Ed è questa la cosa che mi fa rimanere allibito. Una persona del tutto normale che ha fatto una cosa straordinaria. Non pensiamo che abbia fatto una pazzia, una “botta di testa” a girare raminga per gole, vallate e salite. Annalisa si è allenata per fare questo. Ogni ora passata sul track era probabilmente sognata da mesi: tutti quei mesi che ha passato a prepararsi. Me la immagino a caracollare sotto uno zaino più grande di lei ed invece no. Negli ultimi mesi si è informata, ha provato, ha testato, ha cambiato, ha ritestato, ha trovato la soluzione ideale. Ed è partita per il Marocco con uno zaino perfetto per lei e per la sua corporatura con dentro tutto il necessario per finire la sua gara tra il sole del giorno ed il buio, ed il freddo ventoso, della notte. Ecco. Questa è una cosa bellissima del trail. Che dall’ultimo nome che appare in classifica riesco ad imparare tanto. Riesco ad imparare tante cose che non so o che ho scordato di sapere. Attenzione ai particolari, determinazione, auto motivazione e la credenza ferrea di voler arrivare. Impostando il proprio passo, potendo fare quello che il mio corpo mi permette ma non perdendo mai la lucidità e la consapevolezza di stare facendo una impresa che rimarrà nel cuore e nella mente. Bravissimo Davide, onore e merito al vincitore ma GRAZIE Annalisa per avermi dato una bellissima lezione su questo incredibile sport!

A presto, sui sentieri!

"Come comincio?"

Ormai mi capita sempre di più di sentirmi dire, da corridori già “esperti” o da “principianti” questa domanda: “come comincio” e, subito dopo, “cosa mi serve”. Risposta univoca: “Corri”. Beh innanzitutto se vuoi cominciare a lasciare la “strada per imboccare il sentiero” dovresti cercare di avere dei consigli da persone ed atleti ben più preparate e serie di me. Io altro non sono che un triste tapascione da asfalto che è diventato un felice tapascione da sentiero. Cosa posso dire, sinceramente…e boh! Sembrano dialoghi inventati ma, giuro, mi capitano sempre più di recente…. “Tanto comincia a correre poi si vedrà”. “Si ma quanto devo correre?”. Eh cavolo. Se vuoi fare una mezzamaratona di sicuro non corri per 7 km. Se vuoi fare un trail da 20 km di sicuro non corri un’ora. Se non hai mai corso e vuoi fare un trail da 45 km di sicuro ci sono altri hobby che, probabilmente, non attenteranno alla tua vita.  Est modus in rebus. Poi la domanda più bella del mondo “Si, ma cosa mi serve?”…beh se “correre te l’ho già detto, cosa intendi?”. “Sì cosa mi serve per correre un trail?”. “Ah ecco! Cosa ti serve per correre un trail… logico”. Beh innanzitutto “Correre” poi “dipende da quello che vuoi fare”. “Si, perché sai, ho visto li zaino della Salomon, quello nuovo, sono xxx € ma è bello”. “Si certo. Anzi, se te ne avanzano dammene un pochino anche a me”….poi “scusami…ma che cosa vuoi preparare, quanti km vuoi fare”. “Ah beh quello non lo so ancora…..”. Ovvio, non fa una piega. E poi “per le scarpe cosa mi consigli?” Cavolo chiedi a me che non sono nemmeno capace a correre. “Cosa posso dirti? Finora che categoria di scarpe hai usato? Neutre, Ammortizzate, Stabili (le varie A2,A3 ecc)?” Occhio pallato “EH?!?!...uso le Mizuno, sono buone”. “Anche la Panda è una buona macchina ma non ci farei il giro del Mondo”. “Ah ok, capisco. Però per il GPS puoi darmi un consiglio?” Trattengo la crisi isterica. Penso di essere in una candid camera e pertanto mi impegno a sembrare serio e distributore gratuito di consigli aspettando che da dietro il cespuglio esca la  troupe. Invece la troupe non arriva ed ormai siamo partiti per la tangente. “Sai vorrei un paio di scarpe buone cosi da partire bene”. “Ah….capisco….beh…ma finora quanto corri alla settimana? Che percorsi fai? Asfalto o sterrato?”. “Beh sai prima vorrei fare dell’asfalto poi passare al sentiero”. “Si, ok…ma quanti kM fai alla settimana?” “Ah…beh…comincio lunedì!”. Ringrazio di non essere alla guida di una motofalciatrice e, fingendo un attacco di cagotto a spruzzo, corro via veloce. Per correre NON SERVE NULLA! Almeno a me! Mi sono tolto dalla testa il concetto di “se ho quello faccio quello” portandolo a “per fare quello ho questo e stop”. Ho 2 zaini Olmo della Raidlight ma sono partito a fare gare da 35 km con uno zaino Quechua da 5 litri e 5,99 €. Le scarpe le ho scelte volta per volta, centinaia di km dopo centinaia di km. La giacca da pioggia (e con 80 sacchi me la sono pure cavata) l’ho presa perché obbligatoria in alcune gare. Il trail (bene o male) sta diventando uno sport molto seguito e praticato sempre da più atleti. E quindi cominciamo ad essere “bombardati” di pubblicità che ci convincono a comprare questo e quello. Liberi di farlo. Io stesso ho un paio di maglie che mi sono regalato per l’inverno.  Ma mi ricordo sempre  che, per me, l’essenza della corsa nella natura è quella del mio Io più profondo….e per stare da solo con me stesso non mi serve niente altro che l’indispensabile. Ecco si….la vaselina…quella la devi sempre avere dietro (non si sa mai)!!!

2018  A.S.D. Golfo Dei Poeti  By Simone Covre - Theme By Globbers 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione "Informativa Cookie"