Mettiamola cosi'.

Categoria: Parole In Corsa
Pubblicato Lunedì, 11 Febbraio 2013 20:39
Scritto da Caterina
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Nevica. Quanto nevica. Guardo fuori e non vedo la casa dei vicini.

 Allora guardo meglio. E scorgo la strada bianchissima circondata da alberi carichi di neve con i rami piegati come in un inchino. Silenzio letargico. Il mio solito cane, letargico anche lui, che solleva la testa dalla cuccia sotto il termosifone e ri-sprofonda nel suo cuscino con uno sbuffo di disapprovazione, mentre saltello per casa con gli occhi di un'esaltata cercando i guantini più caldi che ho.

Scelgo un abbigliamento molto simile a quello che avevo per il Trail del Monte Casto, ad eccezione della termica un po' più termica e della giacca antivento (non K-way, quello ormai è il mio nemico),  non per una sua reale utilità ma perchè è rosa shocking.

Se cadrò esanime nella neve forse mi troveranno prima, una grossa macchia rosa come una macchia di marmellata in un lenzuolo. Porto anche il cellulare per un paio di foto. Non si sa mai.

Si va, si va. Si parte.

Un primo fiocco mi si pianta veemente in un occhio. E sembra di correre in una tormenta ma la sensazione di disagio dura pochi minuti , il tempo di rendermi conto di essere completamente sola nella strada, al limitare di un bosco quanto mai ovattato. Non si sente null'altro che lo schianto di qualche ramo che cede al peso della neve. E quel delicato scricchiolio sotto le scarpe che ha un che di rasserenante. E il respiro.

Assolutamente impagabile.

Oggi avrei dovuto stare a riposo perchè ieri ho fatto il mio primo lungo-un-po'-più-lungo e mi sono spuntate delle altre vesciche nei piedi,  ma non ho saputo resistere alla tentazione di correre in una giornata così..quando tutti si chiudono in casa a guardare fuori, lasciando il "fuori" tutto libero a tua disposizione...

Ma adesso parliamo d'altro... è giunto il momento del resoconto del mio "viaggio" verso la Maratona di Roma.

Non sono un animale eccessivamente adatto alla solitudine. Ho corso i primi 20 Km con Andrea, la Barbara, Massimo e Matteo e tutto filava liscio (ancora Grazie ragazzi!!), gli ultimi 8 invece li ho corsi sola con i miei pensieri, e così mi sono persa nei campi di Luni.

Quando vedi una stradina sterrata che abbandona la principale non dire "questa secondo me arriva alla tenuta di Marinella" se non vuoi ritrovarti ad attraversare un inquietante e deserto casale diroccato che ha tutta l'aria di un covo di malviventi, per poi sbucare infangata non si sa come di nuovo sulla strada che stavi percorrendo. In breve: tieni a bada il cinghiale che è in te.

Gli ultimi 3km sono stati un'agonia, non tanto per il fango quanto perchè effettivamente cominciavo a sentire fastidio ai piedi. Ho pensato: "cosa farebbe Borniotto?" cercherebbe di rubarmi l'orologio. "No..accidenti. cerca di pensare a cosa farebbe Borniotto". Correrebbe più veloce ignorando il dolore. Bhe, è una follia ma ho aumentato il passo proprio in quegli ultimi 2,500mt (500 metri li ho persi parlando da sola) e così sono arrivata alla macchina,  il dolore non è scomparso ovviamente, ma è durato meno ed ero ancora viva! E pronta per un pranzo luculliano.

nelle prossime settimane mi aspettano lunghi-ancora-più-lunghi.

 Non abbandonatemi!!!!Potrei perdermi!E se non riuscissi più a trovare la macchina?

 

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