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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

Hic sunt leones

Innanzitutto vorrei ringraziare tutti coloro che mi davano per morta e già cominciavano a spartirsi i miei beni. Nel momento peggiore, in cui la testa mi diceva: “Deficiente, fermati”, ho pensato che nella fretta non avevo fatto testamento, e che in caso di morte sarei stata vittima degli sciacalli.

Così invece che pensare a fermarmi ho iniziato a meditare su come sarebbe potuto essere il mio lascito. Ma andiamo con ordine.

Luogo: Roma

Data: 17 marzo 2013

Tempo: freddo, nuvolo e ventoso

Evento: Maratona di Roma

Sono le 8,30, mi infilo in un pile vecchio da abbandonare e in un sacco della rumenta, per non soffrire il freddo alla partenza. Ultimo controllo: orologio. Ok. Gel e barrette. Ok. Fazzolettini da naso. Ok. Cellulare. Ok. Mp3. Ok. Bustina di Gaviscon (non si sa mai). Ok. Ansia. Ok.

Consegno la borsa. Sento lo stomaco sottosopra. Ci muoviamo intorno al Colosseo e raggiungiamo la gabbia. Hic sunt leones. Ma anche no, partiamo dall’area pivelli, quelli con il pettorale nero. questa è l’area muletti.

 

9.30. colonna sonora del gladiatore.

Dalla strada migliaia di persone applaudono il nostro passaggio.  Scende una lacrima di commozione. Forse anche due. Partiamo. Lancio via sacco della rumenta e pile. Addio vecchio pile. Si parte. Goooooo. Lo stomaco è ancora sottosopra. Metto l’mp3 a palla. Funziona così bene che non sento nemmeno Simo e la Sara che mi chiamano per farmi una foto. Perdo i miei amici arcigni (nel senso che loro sono più veloci di me).E così passano i primi 10km. Ma non passa lo stomaco. Ci allontaniamo da Roma e il vento si fa più teso e freddo.  15 km. Agile. Andiamo.

un tipa intorno a me con un bel cappello da pinguino zampetta gaia e giuliva con le sue gambotte scattanti sotto il tutù…credo che sia una persona vera, è presto per le allucinazioni.

Inizio a sentire davvero freddo, sono a 18km e involontariamente penso a quanti ne mancano. Errore. Mi gira un po’ la testa. Cammino. Cammino per qualche chilometro, nausea, capogiri. Perdo tempo e si concretizza la certezza che ci metterò più di 5 ore.

Chiamo Simone per avvisarlo che “potrebbe volerci un po’ di più (piantino)…vedi se riesci a farmi tenere la doccia in albergo?(altro breve scroscio di lacrime)”attacco il telefono.  mi gira la testa. Cammino. Barcollo. Penso (muoviti!!! Muoviti!!! Caxxo!!). Si avvicina un volontario e mi chiede se va tutto bene. penso: “ se gli dico che mi sento male questo qui è capace a imbozzolarmi come un pollo in una coperta termica e spedirmi alla fine –dritta senza passare dal via-”…lo rassicuro “tutto ok. Solo problemi di testa. Ora riparto. Sto BENISSIMO”

 E RIPARTO DAVVERO.  A questo punto la cosa peggiore che possa succedermi è stramazzare al suolo, qualcuno mi raccoglierà e nel retro del mio pettorale c’è il numero di Simone e il mio indirizzo di casa dove spedire la mia salma. Confortata da queste considerazioni riparto, caccio via l’mp3 e comincio a pensare al testamento e i chilometri riprendono a scorrere, finalmente ( e ripenso a tutte le raccomandazioni della Sara…ovvero riassumendo non perdere la calma. Le mie ultime volontà mi tranquillizzano). Con la testa distratta vedo la bandierona del 30km. Mi fermo anche a fotografarla per dare prova a Davide che CAMINO ANCORA SU QUESTA TERRA (evviva whats app). Agile agile fino al 33, mi accompagna per un pezzetto Simone (GRAZIE AMORE che mi fai da segretario e supporto morale…risponde alle telefonate di tutti quelli che chiamano chiedendo mie notizie..o almeno così dice lui..secondo me sta già piazzando tutte le mie cose. ;P..ad ogni modo la sua compagnia mi risolleva il morale!), lo perdo in un sottopassaggio, e arriva il momento in cui le gambe cominciano a fare i capricci, e come al solito mi tornano in mente i saggi consigli del Borniotto nazionale: “se fa male ignoralo, che passa”. Il mio mantra diventa “non fa male” “non fa male” e così via…(nb: non che avessi un dolore specifico a qualcosa..era più un mal di tutto generale..)…

Ho pochi ricordi dei chilometri successivi,  sono troppo concentrata a resistere al potere malefico dei sanpietrini assassini o a non rimanere incollata con le scarpe nell’appiccicume energetico davanti agli ultimi ristori. L’unica cosa che cerco con lo sguardo erano le bandiere dei km, a dimostrazione del fatto che il traguardo è vicino. Altri pivelli come me arrancano. Qualcuno zoppica. 39 km: telefonata di mia mamma per sapere se sono viva. Le dico che non è un buon momento per telefonare. Risponde “ah pensavo fossi già arrivata”..no che non sono arrivata, ci sto mettendo una vita!

Per non farla troppo lunga fra soliloqui, mugugni , lamenti, mantra, litanie e sospiri ecco l’ultimo lunghissimo chilometro, sovrastato da una grande arco sponsorizzato “voltaren emulgel” (ma dai????) e infestato da fotografi che tentavano di raccogliere nei loro scatti una buona posa per la lapide o qualche ultima volontà.  Musica in sottofondo.

Al 41.55km si spegne l’orologio. Chissenefrega. Devi girare intorno al colosseo e poi è finita. Sento Silvio e la Eli che mi chiamano e mi salutano da lontano. Allora non sono morta!!!!Grazie ragazzi!

Musica. Applausi anche per chi arriva come me nelle retrovie, l’arco finale. Il traguardo. Scoppio a piangere e a ridere e l’omino delle medaglie mi abbraccia accarezzandomi la testa dicendo “dai che è finita. Dai.

È finita!!!!! Tempo pivello ma ce l’ho fatta, dai cazzo!!!

Pronti per gli abati???? 

Commenti   

 
0 #1 Batti 2013-03-24 18:57
Leggendo la tua storia mi è venuto il nodo alla gola i brividi le lacrime la pelle d'oca e sto ancora sudando.grande CATE mi hai emozionato...no n sono più un uomo!
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0 #2 paro 2013-03-24 19:34
GRANDE Caterina !!!
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0 #3 brumenca 2013-03-25 09:04
Mi hai emozionato.... grazie mitica cate adesso ti aspetto agli abati..... e saraisono certo tosta e arcignissima!!! !!!!!!!!!!!!!!! !!!
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0 #4 Jacopo 2013-03-25 17:42
La prima volta non si scorda mai! Racconto bellissimo...da lacrimuccia! Brava Caterina...hai fatto una cosa ritenuta da molti impossibile!!!! ! Ed ora Abate!
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0 #5 Gerini 2013-03-25 21:01
Per aspera sic itur ad astra....attrav erso le difficoltà per raggiungere le stelle, complimenti Cate sei una maratoneta.
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0 #6 ilvendra 2013-04-08 10:23
La maratona, la corsa in genere è prima di tutto un viaggio.
Un viaggio a volte con alcuni imprevisti.
Brava hai affrontata il tuo viaggio.
m.
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