A mente fredda, post TGP

Categoria: Parole In Corsa
Pubblicato Martedì, 17 Settembre 2013 22:52
Scritto da Caterina
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Sono stati giorni eternamente movimentati, un agosto di fuoco e di acqua e di trail. soprattuto di Trail, di Trail Golfo dei Poeti. TGP per gli amici. 

Un qualcosa partito due anni fa così quasi per prova, non posso ricordare molto perchè mi sono trovata catapultata nel baraccone due giorni prima della partenza dell'edizione zero. Conoscevo appena la Eli e Silvio, Bruno, Davide e compagnia bella, c'erano meno arcigni in generale. Ho passato la domenica 11 settembre 2011 seduta nel bosco sopra la palestra nel verde a veder passare questi matti trailer chiedendomi cosa li spingesse ad arrancare per ore nei sentieri, e provando un po' di curiosità per questa "disciplina" (ma si può chiamare così? o forse è più una filosofia di vita?). Alla fine della corsa siamo scesi all'arrivo, che era a Pegazzano, c'era una festa fantastica e un'allegria contagiosa. Quel pomeriggio di due anni fa ho iniziato a capire, ma ero lungi da raggiungere certe conclusioni a cui sono giunta solo da poco.

 

In primis non avrei mai immaginato che di li' a poco anche io  mi sarei trovata ad arrancare nei boschi come i matti di cui sopra.

In secondo luogo non avrei mai pensato che la banda di matti che una sera ha detto "e se organizzassimo un trail anche noi" (io non c'ero ma mi è stato raccontato così, se dico una boiata correggetemi!!) sarebbe diventata come una seconda famiglia.

Poi è arrivata l'edizione TGP 2012, estenuante al punto da arrivare a dire, la sera prima della partenza " MAI PIU'! Non voglio più saperne" per poi rimettersi il 10 di settembre a pianificare già quali migliorie apportare all'edizione 2013 con una famiglia arcigna più numerosa dell'anno prima, così come il numero di partecipanti lievitato come la focaccia.

E quest'anno, edizione 2, la riconferma di tutti i miei pensieri: non solo la banda di matti giallo nera è qualcosa a cui non saprei rinunciare, ma che il Trail, il nostro Trail è qualcosa che va oltre l'organizzare un semplice evento sportivo. E' la dimostrazione che siamo noi a fare la differenza (cit. Silvio 12 settembre 2013), noi che camminiamo su questa terra magica e aspra, inospitale e riusciamo a renderla, per poco, il paradiso in cui tutti vogliono correre, camminare e soffrire. Sempre citando Silvio, riporto una frase che ho apprezzato tantissimo: riusciremmo a fare un trail anche sul Raccordo!

Cosa dire del TGP 2013? Mi sento come se l'avessi corso e  felice di aver partecipato a qualcosa di Grande. Il TGP è sotto i miei piedi. Sotto i nostri piedi e possiamo solcarlo quando desideriamo. Il rendere possibile questa esperienza (mistica per certi versi, se considerata dal punto di vista del Golgota e del Calvario) a tutti coloro che non vivono nelle nostre zone, far assaggiare a uno straniero qualcosa che è gelosamente custodito nei cuori segreti di un popolo duro come la propria terra regala una immensa soddisfazione, immensa proprio come quel mare che centinaia di metri sotto le scale si perde nell'orizzonte, e che sappiamo essere sempre li' con noi e in noi.

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