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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

Virgilio deve essere annegato ;p

Immagino che Dante fosse un amante del trail. Quando ha concepito la Commedia deve aver fatto quattro passi nei sentieri di notte, magari fra il monte Santa Croce e Biassa, in questo periodo dell'anno, in una notte piovosa. E lui non aveva nemmeno la frontale, uno scroscio d'acqua gli avrà sicuramente spento la torcia che portava legata in testa e Bam. Buio assoluto. Ecco la selva oscura. E la retta via bell'e sparita. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura...

Una selva selvaggia e aspra e forte, perchè il buio è sempre stato un nemico. Dante aveva bisogno di vederci per capire dove andava, o per lo meno dove metteva i piedi.

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Hic sunt leones

Innanzitutto vorrei ringraziare tutti coloro che mi davano per morta e già cominciavano a spartirsi i miei beni. Nel momento peggiore, in cui la testa mi diceva: “Deficiente, fermati”, ho pensato che nella fretta non avevo fatto testamento, e che in caso di morte sarei stata vittima degli sciacalli.

Così invece che pensare a fermarmi ho iniziato a meditare su come sarebbe potuto essere il mio lascito. Ma andiamo con ordine.

Luogo: Roma

Data: 17 marzo 2013

Tempo: freddo, nuvolo e ventoso

Evento: Maratona di Roma

Sono le 8,30, mi infilo in un pile vecchio da abbandonare e in un sacco della rumenta, per non soffrire il freddo alla partenza. Ultimo controllo: orologio. Ok. Gel e barrette. Ok. Fazzolettini da naso. Ok. Cellulare. Ok. Mp3. Ok. Bustina di Gaviscon (non si sa mai). Ok. Ansia. Ok.

Consegno la borsa. Sento lo stomaco sottosopra. Ci muoviamo intorno al Colosseo e raggiungiamo la gabbia. Hic sunt leones. Ma anche no, partiamo dall’area pivelli, quelli con il pettorale nero. questa è l’area muletti.

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Mettiamola cosi'.

Nevica. Quanto nevica. Guardo fuori e non vedo la casa dei vicini.

 Allora guardo meglio. E scorgo la strada bianchissima circondata da alberi carichi di neve con i rami piegati come in un inchino. Silenzio letargico. Il mio solito cane, letargico anche lui, che solleva la testa dalla cuccia sotto il termosifone e ri-sprofonda nel suo cuscino con uno sbuffo di disapprovazione, mentre saltello per casa con gli occhi di un'esaltata cercando i guantini più caldi che ho.

Scelgo un abbigliamento molto simile a quello che avevo per il Trail del Monte Casto, ad eccezione della termica un po' più termica e della giacca antivento (non K-way, quello ormai è il mio nemico),  non per una sua reale utilità ma perchè è rosa shocking.

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