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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

Singin 'n' da rain

Titolo un po' gangsta-rapper

...dopo post seriosi un po’ di sano cazzeggio per ricordarsi di non prendersi mai sul serio.

Autunno e brutto tempo. Autunno e pioggia. Flashback della pubblicità Acqua di Gioia con modella seminuda il cui corpo è accarezzato da goccioline di fresca acqua (per il popolo femminile: modello che utilizza gli addominali a mo’ di canali di Venezia per le stesse goccioline). Ritorno alla realtà: acqua che si infila ovunque e martella la corsa sempre più appesantita di noi poveri corridori autunnali. La pioggia è naturale, non possiamo farci nulla….tanto vale conoscerla meglio. In realtà al pioggia è solo uno dei 3 stati in cui possiamo trovare l’ accadueo detta anche H2O. In forma solida e lo chiamiamo ghiaccio, in forma liquida la si dice acqua ed in forma aeriforme è nota come vapore acqueo. Poi l’acqua fa una cosa bellissima…riesce a passare da uno stato all’altro del tipo nuvola-pioggia-ghiaccio e l’inverso ossia ghiaccio-acqua-vapore. Per farlo acquista o cede energia….insomma…qualcosa da scuola ancora mi ricordo. Incredibile poi sono i cambi di stato con “salto” ossia da ghiaccio a vapore acqueo (sublimazione) o da vapore acqua a ghiaccio(brinamento). Poi esiste un 4 stato che, per la prima volta fu notato da Einstein durante una gara podistica vicino a Berlino e fu teorizzato sono anni dopo da un fisico americano, Bancroft, durante una maratona di Boston particolarmente uggiosa. In alcune situazioni, dove si combina bassa temperatura, umidità e vento si può osservare il fenomeno fisico conosciuto come “incatastamento molecolare”: ossia le molecole di H2O depositate sopra il fisico del runner non sanno più che cosa fare e diventano contemporaneamente ghiacchio, acqua, vapore acqueo e un bollito misto piemontese. Per creare questa magia entropica l’acqua ha bisogno di tanta energia, energia che viene fornita dal corpo dello sfigato runner di turno. Durante l’incatastamento molecolare la quantità di energia utilizzata viene riassunta dalla formula di Higgs (durante una mezzamaratona tra un bosone e l’altro) che, sinteticamente, è: E=PM/1000 (dove PM è l’apporto di calorie di un piatto di minestrone casalingo). Anche ai digiuni di fisica sarà chiaro che questo comporta un dispendio enorme di energia che si traduce in enorme fatica e tanto freddo per il povero tapascione. Studiano i fenomeni statistici legati alla quantità di acqua riversata tra capo e collo di un runner medio si scoprono fatti che sfidano la teoria dei grandi numeri.

 

Primo assunto: la pioggia comincerà a martellarti nel punto più lontano dall’arrivo

Secondo assunto: tanto più sarai coperto e preparato tanto meno la pioggia comincerà a scendere

Terzo assunto: tanto meno è protettiva la calzatura tanto più profonda sarà la pozzanghera.

Tradotto vuol dire che se sei tutto ricoperto di goretex, moffole, cappello passamontagna e calosce ti troverai a correre sul lungo mare mentre le telecamere del TG5 stanno facendo un reportage sugli straordinari bagni in mare di gennaio a causa del clima torrido africano.

Inoltre, per esperienza, posso dire che tutto il materiale tecnico ha la capacità mostruosa di espellere acqua sotto forma di vapore e di incanalarla all’interno sotto forma liquida. Un po’ come i pannolini che si gonfiano dopo che i bebè ci fanno pipì. Quindi dopo 5 minuti di pioggia ci si sente umidi. Dopo 10 bagnati. Dopo 30 minuti si avanza con il passo deciso dei palombari, cercando di trascinarsi dietro le scarpe ultra tecnologiche che ormai sembrano due Vaporelle

Ma questo è. L’alternativa è il divano con patatine e telefilm visto e rivisto. Quindi coraggio…allacciamoci le scarpe ed andiamo a correre……volendo anche verso il raccordo!

A presto….sui sentieri!

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