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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

Generale Inverno

Anche se stiamo andando ancora al mare verrà prima o poi il momento di rivedere la nuvoletta del fiato mentre felici si sboffa arrancando su qualche salita. Verrà il momento di mettere via gli “sgambati” che cosi tante abrasioni e graffi ci hanno regalato, portandoci tra sterpi rovi ed ortiche, per poter mettere altri tipi di pantaloni. Pantalone “Ciclista” che copre la coscia, pantalone “Pinocchietto” o “Corsaro”che è molto comodo perché tiene al caldo anche il ginocchio con i vari legamenti e poi Lui, il Re delle corse invernali al freddo ed al gelo…il modello Bolshoi….ossia il pantalone lungo attillato. La prima uscita con il pantalone da ballerino lascia sempre in difficoltà, soprattutto a livello psicologico. Forse viene battuta solo dallo sguardo verso il pavimento quando, in farmacia o al supermarket, si dice

“vorreiunaconfezionedivaselinanonèpermeèperunamiconoperlamiaragazzaahnohountatuaggiobehvedeiovadoacorrere
siinsommasonoetero”. Con un minimo di fortuna si esce sulla strada col favore delle tenebre, avvolti nel manto nero di tessuto hi-tech che rimembra Diabolik. Ma tant’è. Fa freddo giusto stare al caldo. Differenza sul concetto “caldo”. Caldo è tepore. Caldo non è sauna finlandese. Meglio avere un po’ di freddo all’inizio per poi stare bene con il calore prodotto dal movimento fisico. Attenzione: se stai correndo da oltre un’ora ed hai ancora freddo forse hai sbagliato a coprirti e faresti meglio ad affrettare il passo verso un vicino centro medico. Lungo dibattito il caldo alle mani…guantini in seta, guanti in pile, moffole, due gatti inseriti con non poca fatica…..fino a quando un socio della canottieri, il Couga, non ci rivelato un antico trucco indiano, che consiste nel chiudere il pollice nel palmo della mano serrata a pugno. E, incredibile ma vero, funziona. Non è immediato ma assicuro che in poco tempo ci si riscalda per bene. Poi possiamo sbizzarrirci in maglie tecniche, maglie deidratanti, antivento, antinebbia ed antipeti. Ma qui…..cosa mi metto? Dipende da cosa faccio. Prima maratona preparata con una felpa pelosa del wwf, solo tempo dopo i primi capi tecnici… Ora ho di tutto un po’….mi manca solo Armaduk ed una tenda rossa per partire come moderno Amudsen. In realtà uso sempre le stesse cose, le solite maglie che ormai hanno un profumo di pannolino di bebè ma che sono state collaudate in qualche centinaio di allenamenti. E le difendo con i denti dagli assalti rapsodici ed assassini di Francesca che li vorrebbe avviare verso l’inceneritore. Si perché io ho una teoria particolare sulla roba invernale….visto che ci mette tanto ad asciugare…..beh…..diciamo….che se la lavo temo di rovinarla…quindi una bella rinfrescata fuori dalla finestra e Via! A correre. I primi 3 minuti sono una scena di Apocalypse now ma poi, col sudore nuovo, tutto torna alla normalita….della seria DON’T TRY THIS AT HOME!

Quindi non lamentarti del caldo del freddo o del mezzoemezzo. Allaccia le scarpe e vai a correre! Volendo fino alla Decathlon, subito dopo il raccordo....

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