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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

LEGO

Da oltre una settimana sono alla ricerca di un’idea per il nuovo post. Ma le idee non vengono sempre da sole. Un po’ come un tempo al km. Posso applicarmi, cercarlo, applicarmi, ma non è così scontato che, alla fine, tutti i pezzi del puzzle combacino perfettamente. Così preferisco non “forzarmi” nello scrivere qualcosa che, altrimenti, non mi darebbe le giuste ispirazioni per cominciare a scarabocchiare su Word. E l’idea me l’ha data uno stralcio letto su un libro. “…perfino il LEGO ha le istruzioni che dicono come montarlo”. Cavolo, è vero! Lo schema viene imposto direttamente dalla società. E tutti i bambini con il Lego in mano faranno le stesse mosse per costruire la medesima cosa, che si tratti di un castello, una barca od un trattore.

Ma il Lego non è fatto per seguire le istruzioni. Si, il castello verrà più bello, ma avrà perso il fascino dell’inventiva, della scoperta e dei tentativi. Da bambino il mio “aereo del Barone Rosso” aveva una drammatica somiglianza con la navetta spaziale, con il motoscafo più veloce del mondo e, armato di ruote, fungeva egregiamente come macchina di Batman. Il Lego. E la corsa. “Borniotto stavolta ti sei fuso: cosa c’entra la corsa con il Lego?!?”. C’entra, amico mio. C’entra se non sono libero di gettare i mattoncini sul tappeto e costruire cose a caso ma mi “impallo” a seguire gli schemi e le istruzioni. Uguale nella corsa. Diventa fin troppo facile far parte del gruppo che segue le regole, che si fida ciecamente degli schemi. Gli allenamenti fanno diventare tutti “finisher di qualcosa” ma quanti diventano “corridori”? E’ meglio seguire una tabella che mi assicura la linea del traguardo in un determinato tempo oppure è meglio, qualche volta, prendersi un bel “calcio nei denti” e ricominciare tutto daccapo, rendendosi conto di essersi sbagliati, di non aver avuto la giusta determinazione od il giusto obiettivo, e ricominciare? E’ giusto poter scegliere se fare le ripetute o i lunghi lenti perché voglio migliorarmi, ma non devo essere costretto a farli e non devo costringermi a seguirli. Il “lo faccio perché devo farlo” non è corretto; non nascondiamo dietro la “grande volontà” l’incapacità di non poter fare a meno delle “istruzioni”, preconfezionate o meno, che consideriamo alla stregua di oracoli.. Devo essere sempre in grado di poter fare l’inverso: andare a correre con un amico che muove i primi passi oppure andare in giro alla ricerca di fichi e ciliegie al posto del collinare medio o degli scatti in salita. E se sono proprio bravo farò anche il contrario: andrò a fare il lavoro specifico in un giorno che proprio non volevo allenarmi, ma lo farò col sorriso sulle labbra perché è una mia scelta, non perché seguo quello che “si deve fare per”. Allora mi vieni chiaro che il tempo al km è un segnale di quello che sto facendo, non l’obiettivo da perseguire. Il gps al polso che mi “bippa” i km è uno strumento, non lui dipende da me, non io da lui. Che importante non sono le scarpe ultimo modello, ma i miei piedi che sono dentro lì a spingere. Che importante è avere la testa serena che guida e che ascolta il corpo ed il cuore, non tutti gli altri input esterni che mi distraggono e mi fanno andare verso dove mi dicono loro. Ed anche se sarò solo in un bosco avrò il buon senso di cercare un nuovo sentiero solo per avere un nuovo orizzonte. Non per andare più forte.

 

A presto sui sentieri Arcigni!

Commenti   

 
0 #1 ilvendra 2014-02-25 18:11
"....arrivato in un bosco, trovai due sentieri, io presi quello meno battuto, ecco perchè sono diverso...."

Chapeau Guru Jacopo ;-)
Citazione
 
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