La mia AW...cosa dire?

Categoria: Correre Tra Cielo E Mare
Pubblicato Venerdì, 02 Maggio 2014 16:31
Scritto da Jacopo Borniotto
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Cosa dire?

Prima di tutto un GRAZIE ad Alessio che si è rivelato un vero Spirito Trail. Nonostante avesse un passo molto migliore del mio mi ha atteso sempre, aspettandomi e “ricompattando” il nostro mini-gruppo nell’avventura verso Bobbio. Davvero Grazie, penso che Alessio debba togliere almeno un’oretta dal suo tempo finale, considerando il “peso” che sono stato per lui, soprattutto nella 2° tappa di corsa. Alessio si è strameritato il titolo di Abate e per me sarà sempre un enorme piacere fregiarmi della sua amicizia e della possibilità di correre assieme a lui. Idem per sua moglie Sara, che nel tempo libero, deve essere una organizzatrice della Marathon de Sables considerando una logistica impeccabile lungo tutti i km della gara….davvero una coppia “ultra”!.

 

Cosa dire, invece, di me? Dico semplicemente “Basta”. C’è poco da fare: non riesco a fare come vorrei. Non parlo del fango, delle scarpe che non reggono o della scivolata che mi sono fatto. Questi sono solo gli ultimi indizi di una catena che, da tempo, mi faceva pesare la preparazione della gara. Sarà che sono intimamente agonista e non riesco a godermi la gara come faccio negli allenamenti; non riesco, non sono riuscito, a divertirmi ed a godermi il percorso, peraltro bellissimo. Mi sono allenato “nonostante tutto”: nonostante le 12-14 ore di lavoro al giorno, nonostante i tanti km che faccio (in macchina) sempre per lavoro, nonostante gli impegni presi che non riesco a mantenere, nonostante il tempo libero che sacrifico a Francesca per allenarmi. Nonostante la stanchezza, nonostante la fatica che mi è costato allenarmi.  Allora meglio dire “Basta cosi!”. Ai “miei ragazzi” sul lavoro dico sempre: “Se sul lavoro non cresci o non ti diverti meglio cambiare lavoro”. Ecco: non solo non sono migliorato ma non sono nemmeno riuscito a divertirmi. Avevo avuto già dei forti dubbi un mese fa: se andare e partire o se starmene comodamente a casa. Dovevo, col senno del poi, ascoltare la mia “pancia” e lasciar perdere. Mi sarei evitato una bella legnata ed un mesto ritorno a casa. Basta così. Basta gare lunghe e basta ad allenamenti lunghi per prepararle. Basta trasferte impegnative, basta gare, pettorali e partenze fatte “alla cazzum”. Partecipare tanto per partecipare non mi piace, non mi ispira e non mi soddisfa. Come Apollo 13 (visto ieri sera) “Houston abbiamo un problema” ok, “Jacopo abbiamo un problema”. La voglia di fare bene “nonostante tutto” la voglia di fare delle “ultra imprese”. STOP. Ci si ferma e si riassettano i parametri della mia missione. Si ricomincia dalla base, perché non posso più basarmi su “quello che è stato” sui dolci ricordi “del tempo che fu”. Se le gambe non girano non le fai girare con i buoni propositi, bimbo mio. Si riparte da dove si era cominciato: con i 10 kM, con le mezze maratone. E ci si iscrive come 12 anni fa, solo se il cronometro dice che sei pronto, se il PB è alla tua portata, non per andare “a far qualcosa”. Per “far qualcosa” ci sono decine di altre cose da fare. Prima di vedere Apollo 13 sono stato al supermercato a comprare due cose…sulla bancarella dei CD in promozione c’era un vecchio album dei Litfiba: d’istinto l’ho preso e l’ho girato. Il primo titolo che è saltato ai miei occhi è stato “CORRI”. Ecco “corri”. Ma corri per il gusto di correre, corri perché vuoi farlo, perché senti di farlo. “Trail”. Significa “sentiero” e forse sono andato fuori sentiero. Ma i sentieri nella vita, come nella corsa, sono tanti, sono tantissimi. E spesso perdere il primo fa scoprire altri sentieri, altri percorsi che magari portano in cima allo stesso monte, o magari no, nessuno può dirlo. Ma CORRI, le cose, piano piano, torneranno ad avere le loro forme ed il loro giusto significato. Quindi continuate a correre per raggiungere quello che davvero volete e….ci vediamo sul sentiero!

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