Mala Tempora Currunt

Categoria: Correre Tra Cielo E Mare
Pubblicato Lunedì, 29 Dicembre 2014 10:14
Scritto da Jacopo Borniotto
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Ed anche quest’anno il Natale è passato. Il Natale bello che ci fa sentire tutti più buoni e ci fa vivere in un mondo di edulcorata felicità e gioia. E poi è il periodo di Vacche Grasse. E’ il periodo del Da domani Dieta e Corsa. Ma, in fondo, anche la dieta sembra più buona. E’ più buono l’automobilista che, prendendo una pozzanghera ci lava dalla testa ai piedi, ma si allontana dicendo “Ooh Ohh”. E’ più buono il cane, che lascia una torta di scioglievole menù a base di croccantini in mezzo alla strada, in modo che il carroarmato delle nostre nuove scarpe possa impastarsi a cotanta beltà di canino intestino. Ma, in fondo, sembra di aver pestato una torta alla vaniglia. E’ più buono il tempo, che piove fino fino da bagnarti il midollo, intaccando globuli bianchi, bronchi e pleura, ma, in fondo, sei cosi contento che non stia grandinando che corri intonando “i’m singing in the rain”. E’ più buona la salita, che ti accoglie come una suora accoglie un orfano di guerra, magari rimasto anche un attimino invalido; una dolce premura che non ti sfotte perché sembri un caciocavallo che crolla giù dagli scaffali dell Esselunga. E’ più buono il cronometro, che “chiude un occhio” e si scarica per non farti vedere che la tua andatura è più da casa di ricovero che non da runner. E’ più buono il gps, che da la colpa al cielo nuvoloso, ma senza grandine, e non ti umilia con passaggi al limite del ridicolo sul chilometro, mentre caracolli come un disperso nel deserto verso l’agognato traguardo. E’ più buona la pancia, che rimane sempre li, ma la senti sballonzolare di meno durante il riscaldamento a causa della maglia a compressione o perché lo strutto ed il burro ingurgitati hanno creato una sorta di Linea Gotica che sembra far venire meno il moto ondulatorio del carapace. E’ più buono il fegato, che decide di non contrarsi in caso di mancanza di ossigeno nel sangue. Una sua contrazione rilascerebbe una quantità al limite del mortale di lipidi, alcool e canditi.  Sono più buoni gli altri runner, che incroci a Natale. Sono più buoni perché ogni minimo cambio di ritmo potrebbe mettere a repentaglio la loro esistenza, sfiniti in cerca d’aria tra rutti al panettone e flatulenze al gusto esorcismo.

E poi il Natale finisce. Si spazzolano le ultime imbandite tavole con il cuore che si stringe pensando a cosa succederà dal giorno dopo e la gola che si stringe per un pezzo di torrone andato di traverso. Si rientra in ufficio e gli occhi sono bassi. Il morale è basso. Forse tirato giù dalla gravità, che ha smesso di essere buona e ti ricorda come erinni inferocita che hai fagocitato tante di quelle calorie che potrebbero darti fuoco per riscaldare il palazzo dove vivi. Sei stato soddisfatto nell’allacciarti la cintura allo stesso buco del “prima”. Poi, però, hai dovuto respirare, ed hai dovuto cedere all’ineluttabilità del “buco successivo”. Ti allacci le scarpe da running, ma al calarti senti le tempie pesanti e la giugulare che pulsa. Pensi al monossido di carbonio ma, ahimè, sai che non è così, amico mio.

Quindi…il Natale è passato. Le feste sono (quasi) finite. Non c’entra che tu sia un leone o una cazzella. Hai mangiato quanto un porco, Bevuto come una latrina. ORA CORRI!!!!

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