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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

 A cura di Jacopo Borniotto

La conquista...

...per le fanciulle....invertite i generi...

Chissà quante volte ci sei passato vicino, con gli occhi, ma non l’hai notata. Magari te ne ha parlato anche qualche amico ma tu non stavi ad ascoltare. Fino a quando una serie di eventi, forse una luce diversa, forse un suo sguardo, un “ciao” od un frusciare di foglie, la mette proprio di fronte a te. E non capisci come mai in tutto questo tempo non ci hai fatto caso, oppure pensi che il tuo cammino e tutto quello che hai fatto sono serviti proprio a farti arrivare qui: in questo preciso momento. E si accende un barlume di follia nei tuoi occhi e un pochino più in basso a sinistra, nel tuo cuore. E’ la tua Occasione. E sai che le occasioni devono essere conquistate, ad ogni costo. Che in fondo di gare ne hai già fatte, che sai come si fa. Ne hai già fatte, ne hai già vissute. Magari le prime con titubanza ma poi, pian piano, hai acquisito fiducia  e sicurezza. Di qualcuna ne parlano addirittura gli amici ma una così….beh no, non è assolutamente come le altre. Allora decidi che vale la pena metterci il “carico”: puntare una parte importante della tua vita in questa meravigliosa impresa, anche se sai che, questa volta, la probabile sconfitta che ti aspetta dietro all’angolo è capace di darti una botta che alcuni mesi non basteranno a cancellare. Non puoi lasciare nulla al caso, dalla scelta delle scarpe alla camicia ben stirata e la barba fatta, anche se aveva una giornata di vita e ti sembra stupido abbatterla a colpi di rasoio.
Comincia la sfida, l’allenamento parte da tanto tempo prima; tieni conto di tutte le esperienze, degli errori e dei successi e cominci, passo dopo passo ad allenarti, a prepararti. Ed aumentano i kM, le telefonate, le uscite ed i messaggini. Lunghe notti con la frontale da solo, lunghe notti con gli occhi aperti ad aspettare il “bip-bip” del telefonino che ti augura la Sua buonanotte. Cavolo, mica sei un ragazzino che vive di queste cavolate….invece si. Cavolo se lo sei. Ne parli con gli amici più cari, nel santa sanctorum della sauna. Ti fanno coraggio. Sei riuscito in tante: riuscirai anche in questa. “No” dici tu, passandoti la mano sul viso a togliere il sudore ed a cercare di coprire l’insicurezza, “questa volta è diverso”…Non si ha mai abbastanza esperienza, non si sono mai fatti abbastanza errori e sai che, se vuoi arrivare al traguardo, dovrai davvero fare l’impossibile, superando kM e dislivello, tanti “non so, forse”, cadute, crampi, passeggiate e telefonate e qualche centinaio di caffè. Altre volte è bastato fare il minimo indispensabile, magari fare un po’ il pavone, per arrivare alla fine del percorso:

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Elogio della Fatica

Eccomi qui,

passato il periodo estivo fatto di ferie, Palio e poi il TGP finalmente riprendo con la mia costanza da ultra tapascione a mantenere viva la nostra rubrica.

Adesso, rientrato nel trantran lavorativo, ho tempo, soprattutto durante le trasferte in macchina, di far vagare i miei pensieri che, in molti casi, arrivano a propinarmi ultratrail, megatrail, prove di forza inumane.

Allora mi sono messo a pensare: “perché lo faccio?”. Corro 3 volte la settimana con gli amici della Canottieri per un periodo che va da un’ora all’ora e mezzo. Aggiungo un po’ di pesi ed, in teoria, sarei anche contento così. Mi trovo in forma, tenendo conto dell’età e del tipo di lavoro svolto…..potrei continuare così e vivere tranquillamente “di rendita” con tutto lo sport fatto nel corso di questi ultimi 25 anni. Invece no. Mi piace andarmi a misurare sulle lunghe distanze, girare tra i boschi 3 4 od 8 ore, spesso da solo. Mi iscrivo alle gare e cerco di portarle a termine. Non lo faccio per l’adrenalina che danno i tifosi all’arrivo (e chi è sceso nel “catino” del Palio del Golfo alla Morin può capire cosa intendo) e non lo faccio nemmeno per vantarmi con altri corridori. Nel senso…se volessi “fare il figo” le 3 ore e 25 sulla maratona non me lo consentono. Tanto meno i tristi tempi sulla mezza. Si…non penso di poter andare a Rio tra 3 anni. E nemmeno i tempi sui trail. Siamo onesti: vado piano. Vengo dopo i tre quarti degli iscritti.

Quindi posso escludere il “fa figo” fra le componenti che mi spingono a fare questo tipo di corse. Ovvio che lo stare soli mi fa stare bene e mi rilassa. Ma potrei anche fare yoga in modo da evitare dolori alle gambe e la famiglia abbandonata per mezze od intere giornate.

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TGP Trail GolfodeiPoeti

Ragazzuoli ci siamo quasi! Mancano 31 giorni ad un appuntamento fondamentale per il nostro gruppo. Il TGP ossia Trail golo dei poeti e Cinque Terre. C'è chi se la "mena" con la parte burocratica, chi si organizza per pulire i sentieri, chi fa i pacchi gara, chi tiene contatti con Comuni, enti, organizzazioni e CAI. E poi ci sono io che sto a cazzeggiare e fare PR. ossia Public Relations (pablic relescion). Cosi sento amici sul forum, scrivo qualche emai, faccio belinate tipo correre su e giù per fare i documentari delle salite girando come un guardone per i boschi armato di telecamera (poi scopro che lo Spielberg de noartri non riesce ad usare i miei file perché il suo pc nonsocosaabbiachenonlofafunzionare)... Insomma dai, almeno mi si deve riconoscere che ho un minimo di senso di creatività legato alla capacità di alzare un po' di polverone.

Sul RunningForum mi sono quasi commosso a leggere:

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