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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

 A cura di Jacopo Borniotto

Abbots Way

Abati!

Venerdì ho scritto una pagina pre-Abbots…per errore ho cliccato “stampa” invece che “invio”. Cosi stamani, in ufficio, ho stampato quanto avevo scritto, invece che vederlo sul sito. Magari un caso, magari no. Non lo pubblico…va direttamente nei miei “Ricordi”.

La cosa importante è essere arrivati in fondo. L’importante, almeno per me , è stato riuscire a fare qualcosa che, ogni persona di buon senso, reputa “impossibile”. Non riesco ancora a spiegare, a 24 ore di distanza, cosa io abbia provato ad attraversare il Ponte Gobbo. Forse piano piano le impressioni ed i sentimenti affioreranno.

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DivertiTrail

Mi sono preso un weekend per poter scrivere con più calma: la settimana scorsa è stata impegnativa sia per il lavoro che per gli allenamenti, ma: “Shit, happens”.

Il post della scorsa settimana, oltre ad essere tra i più letti, ha avuto una ridda di commenti, creando un piccolo vespaio tra due correnti di pensiero diverse: per essere felici meglio essere tapascioni (o jeep) oppure essere veloci (Formula Uno)? E chi può dirlo? Pensando ancora  a quanto scaturito dal post, sabato mattina ho avuto la fortuna di andare a correre con un neo Arcigno, Matteo Locori. Giro di 5 ore accorciato a 3 giusto per fare i test del materiale da pioggia ( …”e mandamela così per tutti i 125 km!” cit. Bruno Mencarelli). Giro corto classico in preparazione Abbots’ con Santa Croce-Campiglia-Scalinata Mencarelli-Golgota e rientro da Biassa. Alla faccia della jeep.

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Dica 33IL

Ritorno con la mente a domenica scorsa, schierato profano fra cavalli di razza pronti al via della Vivicittà. La mia solita, riconosciuta, arguzia mi ha fatto mettere subito dietro i “top” per poi non dover fare slalom tra i “tap” ed i “bagonetti” (bimbi). Non essendo teso per una gara che non sento, mi sono concentrato su quanto dicevano i corridori delle prime file. Una sorta di anticamera dell’obitorio. Il migliore aveva la febbre, alcuni stiramenti, strappi, infezioni. Per la maggiore anche menischi triturati, legamenti saltati. Versamenti in corso, tachicardie, ricoveri e massaggi cardiaci a cuore aperto. Uno in particolare asseriva di essere morto 3 giorni prima e lo diceva camminando sull’acqua di fronte alla Morin. Al che mi metto a pensare “ma allora questo davanti che, a quanto dice, ha subito un triplice bypass 4 giorni prima, dovrei superarlo…”. Via. E si lanciano a manetta cartavetrandomi già nei primi 15 metri.

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