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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

numero due

Due parole sulla corsa, di corsa.

Nella mia vita passata ero un orso, per questo capisco perfettamente il concetto di LETARGO

 

Adoro il divano, le coperte, il camino acceso e la cioccolata calda. Dormire per molte ore consecutive quando fuori si gela.

Se mi avessero detto, fino a qualche anno fa, in questa stagione "vieni a correre?" avrei considerato l'invito una minaccia alla mia stessa esistenza in qualità di orsetto dei boschi.

 

Ecco la mia idea relativa alla corsa in Inverno:

 le mani costantemente ghiacciate -fanno quasi male-, idem i piedi, il naso gelato che cola ininterrottamente, e quando hai finito i fazzoletti tendi ad asciugarlo in tutto quello che trovi, la sensazione di inspirare tanti piccoli aghi che si conficcano in tutte le vie respiratorie, l'effetto di sudaticcio appiccicaticcio della maglia termica, che puoi pagarla quanto vuoi ma non sarà mai completamente asciutta e che appena ti fermi tenta di ucciderti stritolandoti in una morsa congelante.

 E non dimentichiamoci di quando si aggiunge la pioggia: arriva un momento in cui, da sotto il k-way, non sai se sei fradicio perché produci più umidità di una serra, o se è filtrata l'acqua da qualche parte. A quel punto togli il K-way, e capisci che l'acqua piovana è davvero -ma davvero- fredda.

E pensi alla felice vita degli orsi in inverno. ai barattoloni di miele, al salmone affumicato, a una tazza di the fumante eccetera eccetera finchè non ti rendi conto di una grande verità: quel vapore CHE VEDI DAVANTI A TE non giunge da alcun tazza, ma dal tuo naso mentre ti avvicendi nel freddo  nebbioso sbuffando come un cinghiale in fuga.

Questa era la mia idea fino a non molto tempo fa; poi ho provato a correre con temperature nettamente invernali (da 10 gradi in giù per me è inverno): immancabilmente sono arrivate tutte le sensazioni sopra descritte, ma ho scoperto anche qualcosa di nuovo, la pace del silenzio e dell'immobilità degli alberi, la sensazione soffice delle foglie morte sotto le scarpe, ho scoperto i guantini, che non scaldano poi così tanto ma che, al contempo, non ti fanno cadere le dita, lo scaldacollo, la calzamaglia, la mia indispensabile buff antivento... e uscendo concia come la versione nera dell'omino michelin l'inverno è diventato non piacevole ma per lo meno accettabile, non privo di esperienze positive. La neve, il semplice scricchiolìo sotto le scarpe, magnifico.

Questa è l'evoluzione del podista: dal gradino di "pivella" sono finalmente salita a quello di "pivella con un minimo di equipaggiamento di sopravvivenza" e ne sono assolutamente orgogliosa. Il prossimo passo sarà quello di diventare "pivella con distorto istinto di sopravvivenza" e lanciarmi nella preparazione della Maratona di Roma. Ma questo è un'altro argomento!

Buone sgambate a tutti! Buone cioccolate a tutti!

 

Commenti   

 
0 #1 Jacopo 2012-12-06 10:26
Bellissima! Grande Cate..dopo la neve ed il fango del Casto chi ti ferma più? Avanti verso Roma!
Citazione
 
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